Storia di Copparo e del territorio

L’origine del nome Copparo è incerta e gli storici da tempo cercano di ricostruirne l’etimologia: Cuparus, Cupparium, Coparium o Copparium, Massa Occupari oppure Coppa Aurium (coppa d’oro). Considerando la natura selvaggia del territorio, una zona umida ricca di selvaggina, sembra più proficuo avvalorare la teoria che vede derivare il nome dal latino “Aucuparium”, luogo in cui è possibilie andare a caccia di uccelli (“avis-capio-arium”).

Il paese è sorto circa 2500 anni fa, ma il più antico documento che parla di Copparo è dell’anno 870. Il documento è un privilegio di papa Adriano II che conferma a Firminiano e ai suoi fratelli la Corte di Formignana, allora confinante da un lato con “Cuparus et Caput canilis” (Coccanile). Non è un caso che Copparo sia sorta sul lato sud dell’attuale Canale Naviglio poiché, in tempi non remoti, erano assai frequenti le alluvioni del Po ed il Naviglio rappresentava una valida barriera alla furia delle acque.

Copparo fu oggetto di secolari controversie tra la Chiesa di Ferrara e di Ravenna. Martino, vescovo di Ferrara, nel 955 riconobbe la Massa di Copparo alla Chiesa di Ravenna, passata poi definitivamente a quella di Ferrara. Copparo era noto, nella letteratura del tempo, come riserva venatoria e venne quindi dotato di un castello adibito a dimora di caccia. Il castello fu distrutto dai Veneziani all’inizio del XVI secolo e con esso andarono perduti anche gli affreschi di Nicolò Panizzato, dipinti all’epoca di Leonello d’Este. Nel 1509 i Veneziani invasero il territorio copparese con truppe costituite da schiavi dalmati al seguito dell’ammiraglio Trevisan. Egli diede ordine al provveditore Grandenigo di saccheggiare Copparo, distruggendo i raccolti e rubando il bestiame. Tornata la pace coi Veneziani, sulle rovine del castello Ercole II d’Este, tra il 1540 ed il 1547, fece costruire un palazzo che passò in seguito al Papato e poi alla famiglia Barberini. La Delizia Estense, definita il “sontuoso Palagio”, è l’ultima delle diciannove “delizie” costruite dagli Estensi nel ferrarese. La realizzazione del palazzo venne affidata all’architetto Terzo de Terzi, che progettò un imponente fabbricato composto da cinque torri collegate fra loro, ampi porticati, cortili interni e sale grandiose. A decorare l’edificio furono chiamati alcuni tra i più importanti artisti attivi a Ferrara, fra cui Girolamo da Carpi e Benvenuto Tisi da Garofalo, Battista Dossi e Bastianino.

Nel XVI secolo si intrapresero numerose iniziative di bonifica del territorio per dare spazio alla coltivazione di frumento. Per prosciugare la grande area paludosa tra Copparo, Codigoro e Mesola (Polesine di Ferrara), gli Estensi avviarono il progetto di bonifica noto come Grande Bonificazione Estense (1566-1572). Saccheggi e distruzioni da parte di invasori provenienti dai territori posti al di là del Po si alternarono a varie inondazioni e rotte del fiume. Le più gravi furono quelle di Papozze, del 1592, di Berra, del 1595, e di Zocca, del 1640. In quest’ultima occasione le acque arrivarono a lambire persino le mura di Ferrara. La Guerra dei Barberini, quattro anni più tardi, non mancò di coinvolgere anche Copparo portando nuovi danni e nuove vittime.

Del periodo napoleonico non rimane molto, possiamo citare l’adesione attraverso le colonne del “Giornale del basso Po” alle disposizioni giacobine del parroco Caparossa o la cronaca delle gesta del mugnaio Valeriano Chiarati che osò inneggiare pubblicamente all’imperatore d’Austria. Nel frattempo, nel 1808, il castello di Copparo fu preda di un terribile incendio. Nel 1862 il Sindaco Spisani lo acquistò per conto del Comune e nel 1875 lo fece restaurare facendolo diventare sede della Residenza Municipale. Il restauro fu pressoché totale e diede vita all’attuale conformazione dell’edificio. Le bonifiche degli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento videro nascere una nuova componente sociale, quel proletariato agricolo che diverrà protagonista dei grandi conflitti dell’epoca. I primi scioperi si ebbero nel 1894-95. Nel 1908 il Parlamento approvò la divisione del Comune di Copparo; si costituirono così i comuni di Ro, Berra, Formignana e Le Venezie.

Oggi la Delizia di Copparo, orgoglio e vanto dei copparesi, rimane a testimonianza dell’illustre passato di questo territorio ed è sede degli uffici comunali. L’ultima ristrutturazione dell’edificio risale al giugno 2003.

Nel 1817 Copparo era il più vasto e popolato comune rurale d’Italia.Secondo il Calendario Atlante De Agostini la popolazione di Copparo Emilia era al 10 febbraio 1901 39.222 abitanti

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